La fedeltà ha un prezzo

di Maurizio Massatani

(marzo aprile 1995)

Il Tribunale di Perugia, è notizia di poco tempo fà, così una sentenza che ha destato non poco scalpore, ha gettato nella preoccupazione più cupa, le migliaia di donne separate che percepiscono, al momento, un assegno per alimenti a seguito di separazione personale.

Con pari interesse, i mariti, chiamati, mensilmente, a corrispondere alla consorte o ex consorte che dir si voglia, gli alimenti, non hanno creduto ai loro occhi ed alle loro orecchie.

Cosa ha sentenziato di così sconvolgente questo Tribunale perugino?

Pronunciandosi sulla richiesta di revoca di assegno per alimenti precedentemente determinato, ha stabilito che, la moglie fedigrafa, una volta scoperta, non ha diritto a percepire l'assegno.

La Corte umbra, sostanzialmente, ha motivato la decisione, ritenendo soprattutto in presenza di prole, che il tradimento in regime di separazione, non facilita la ricostruzione di una nuova futura convivenza tra le parti oltre ad essere estremamente diseducativo per i figli.

La vicenda ripresa dai principali organi di stampa, ha stupito, ed ha provocato la reazione sdegnata di illustri personaggi pubblici nonchè di esperti del settore che hanno commentato la notizia nei modi più disparati.

In realtà, è bene precisarlo, la sentenza non ha nulla di innovativo, anzi è intervenuta su uno dei temi più dibattuti in materia di separazioni.

La legge sul divorzio del 1970 ed il nuovo diritto di famiglia del 1975, considerano il periodo della separazione, un interregno, ne quale i coniugi, attesa la momentanea impossibilità della convivenza, si allontanino per un certo periodo, per poi, nel caso di superamento delle loro divergenze, ritornare a vivere insieme.

Tuttavia, nella realtà, le cose avvengono in maniera assai diversa dal momento che a tutti è noto come nella stragrande maggioranza dei casi, la separazione dei coniugi sia soltanto il primo gradino di una scala che condurrà al divorzio.

E infatti, a rapportare nel senso della realtà sopra indicata l'interpretazione delle norme innanzi descritte, è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale, vero pilastro nella materia, con la quale è stato statuito che "tra coniugi, dopo la separazione, l'obbligo di fedeltà decade" escludendo inequivocabilmente l'ipotesi di separazione personale con addebito.

Allo stato la confusione non è poca soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che, gran parte delle separazioni sono conseguenza diretta di tradimento.

Invero la legislazione, attualmente, prevede due soli tipi di separazione: consensuale e per colpa.

In quest'ultimo caso, il coniuge al quale si riconduce la responsabilità della separazione non ha diritto all'assegno di mantenimento, ovvero a quel quantum che, in base alla elaborazione più recente della Giurisprudenza, è stato individuato in riferimento al tenore di vita esistente durante il matrimonio tra i coniugi oltre alla ripartizione per quota parte dei beni della famiglia acquistati in costanza di matrimonio.